Falsi miti sull’emicrania

Falsi miti sull’emicrania

L’emicrania è il disordine neurologico con l’impatto più alto al mondo in termini di giorni vissuti con dolore e disabilità. Sembra incredibile ma esistono ancora dei veri e propri miti sull’emicrania che vanno del tutto affrontati e chiariti.

Sfatare questi miti è già un vero e proprio rimedio terapeutico per chi ne soffre!

Mito numero 1: l’emicrania è causata da stress, depressione o altri fattori psicologici.                               

Errato: perché l’emicrania è un disordine neurologico e non psicologico!                                                 

 L’emicrania è causata da caratteristiche specifiche del sistema nervoso centrale di chi ne soffre. Alcune aree cerebrali delle persone con questa forma di cefalea tendono a una instabilità funzionale a cui si associa una ipersensibilità e iperreattività del sistema nervoso, magari sottoposto a stimoli e fattori esterni.    L’emicrania è una condizione neurologica molto debilitante. Può facilmente diventare cronica e impedire tutti gli aspetti della vita di una persona: lavoro, famiglia, qualità della vita, rapporti interpersonali e tempo libero. È una belva insaziabile che aggredisce ogni aspetto dell’esistenza di chi ne soffre. Questo effettivamente può facilitare la comparsa di disagi psicologici, come l’ansia o la depressione che spesso si associano a tale forma di cefalea ma senza relazione di causa-effetto.

Molte persone che soffrono di emicrania si rivolgono a vari specialisti e/o figure di ogni sorta spendendo tempo, risorse economiche e fisiche. Non tutti i professionisti sanitari sono preparati per capirla e gestirla al meglio. Pensare che tutto sia un problema psicologico è un grave errore. Ecco perché è importante rivolgersi a medici neurologi esperti in cefalee e a fisioterapisti/osteopati che la sanno trattare seriamente.

Mito numero 2: tutti i medici sanno diagnosticare e trattare l’emicrania.:                                                     

Errato: le statistiche mostrano che, in media, soltanto 1 medico su 20 è esperto in cefalee ed è in grado di diagnosticare e saper gestire terapeuticamente in modo corretto e aggiornato l’emicrania senz’aura, l’emicrania senz’aura mestruale, l’emicrania con aura e l’emicrania cronica.                                                       

Le persone che soffrono di emicrania nelle sue varie forme sono circa il 12% della popolazione mondiale! Di queste persone solo il 26% che effettua delle visite mediche riceve una diagnosi valida con relative cure. Solo 1 persona su 2 ottiene una qualche forma di terapia che sia minimamente efficace. Il sistema sanitario non conosce e affronta l’emicrania nel modo appropriato, ecco perché son sempre più necessari centri specializzati, o network di professionisti esperti.

Mito numero 3:devi fartene una ragione”!                                                                                                     

Quando si parla di emicrania, la risposta standard di molti professionisti sanitari è che sia una “malattia per tutta la vita”.                                                                                                                                                                

Errato: l’emicrania è un disordine e non una malattia perché non esiste ad oggi nessuna causa patologica specifica a giustificare tale affermazione. Non ci sono infatti lesioni del sistema nervoso, né virus o batteri o malformazioni patologiche. Esistono trattamenti, strategie e terapie che possono contenere tale disordine neuro-funzionale, diminuire i sintomi e la disabilità fino a garantire una qualità della vita accettabile. È un percorso difficile che necessita un percorso multidisciplinare e un cambiamento serio del proprio stile di vita. E’ altrettanto vero che non esiste una cura miracolosa, una pillola speciale che possa risolvere il problema in modo definitivo e rapido, ma attraverso un percorso terapeutico multidisciplinare si può avere una reale diminuzione della frequenza degli attacchi, una mitigazione della loro intensità e durata e una migliore risposta ai farmaci stessi!

Mito numero 4: l’emicrania non è pericolosa per la propria vita.

Errato: chi soffre di emicrania è esposto a vari rischi per la propria salute! Sembra incredibile da credere ma tra le persone sotto i 45 anni che hanno un ictus ben il 27% è dovuto all’emicrania. Un dato inquietante che dovrebbe far riflettere è che, negli USA, la quarta causa di morte è proprio l’ictus.                                        L’emicrania ha un impatto devastante sulla qualità della vita. Oltre ai sintomi e disabilità, può comportare situazioni di mobbing sul lavoro, problemi nei rapporti interpersonali e sociali.

 

Si tende a giudicare negativamente chi soffre di emicrania, additandola come persona che non sopporta lo stress, non è abbastanza forte o sicura di sé.                                                                                                             

Gli studi scientifici dimostrano come questi 4 miti siano assolutamente falsi.

Se soffri di emicrania e sei una persona a rischio è opportuno rivolgersi il prima possibile a professionisti esperti e intraprendere un percorso terapeutico integrato e multidisciplinare.

 

 

Per saperne di più leggi l’articolo completo  :

https://www.clinicadelmalditesta.it/falsi-miti-dellemicrania/ 

 

 

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Trattamento Caso Clinico: Luciano

Trattamento Caso Clinico: Luciano

Luciano: caso clinico

Lunga storia di mal di testa dall’età di 15 anni spesso invalidante, alleviata da farmaci specifici (Almogran, Difmetre) prescritti da un centro cefalee con diagnosi di “Emicrania senz’aura ad alta frequenza”.

Frequenza di 13/14 attacchi al mese dalla durata anche di 24/48 h; familiarità dichiarata, mamma e sorella. Oltre alla terapia farmacologica, il paziente aveva praticato altri trattamenti manuali ed osteopatici, senza un sostanziale ed importante beneficio.

Alla valutazione funzionale apparivano molto limitati e dolenti vari movimenti della cervicale, alla palpazione vari gruppi muscolari del capo e del collo tesi con trigger point attivi; alla mobilizzazione specifica, il tratto cervicale medio ed alto, era ipersensibile, reattivo e riproduceva vari sintomi e segni noti al paziente.

Il trattamento si è concentrato sulla normalizzazione dei tessuti (miofasciali) disfunzionali e reattivi, usando le tecniche manuali meglio sopportate dal paziente.

A domicilio esercizi di mobilizzazione attiva, stretching e rilassamento quotidiani, uniti alla ripresa di attività aerobica all’aperto. Per migliorare l’elasticità, la flessibilità e quindi il recupero del movimento passivo ed attivo del tratto cervico-dorsale, sono state usate tecniche di mobilizzazione passiva specifiche fino alla manipolazione vertebrale quando necessaria.

Nel giro di 4/5 sedute distribuite nell’arco di circa un mese, il paziente dichiarava un miglioramento globale addirittura del 90% considerando una netta riduzione degli attacchi settimanali parallelamente ad un uso limitato di farmaci.

Per completare il percorso terapeutico, il paziente è stato educato sulla “neuroscienza del dolore”, cioè gli è stato spiegato come “funziona” il dolore ed i suoi meccanismi di “produzione e di mantenimento”.

 È scientificamente provato che capire come funziona effettivamente il nostro sistema nervoso, con gli annessi meccanismi del dolore, permette di cambiare la percezione dello stesso dolore portando effetti positivi a chi ne soffre.

Al controllo previsto dopo 4 mesi dalla conclusione dei trattamenti, il paziente riconfermava la soddisfazione ed i benefici del trattamento e del percorso iniziato; dichiarava una diminuzione degli attacchi e della loro severità e l’essere riuscito a ricorrere, al bisogno, a farmaci più blandi, rispetto a quelli a cui era costretto da anni.

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Libera dal mal di testa: la storia di Beatrice

Libera dal mal di testa: la storia di Beatrice

 

Quando viene un attacco di mal di testa (cefalea) si pensa che un comune farmaco da banco e talvolta farmaci specifici possano aiutare ad alleviarlo, ma non è così se sei farmacoresistente.

In questo caso le medicine “comuni” non hanno alcun effetto e l’unica soluzione è sperare che passi presto.

Questo è stato il mio caso fino a quando non ho deciso di provare un’altra soluzione: quella proposta dalla “Clinica del Mal di Testa”. Avevo sentito parlare del dott Lorenzo Rossi, Fisioterapista, che tratta la cefalea attraverso un nuovo percorso terapeutico, ed ho voluto provare, speranzosa, a trovare una soluzione alternativa alla sola speranza.

Abbiamo iniziato il nostro percorso cercando i punti che “accendessero” i miei attacchi. Ho finalmente analizzato tutte le sfaccettature del mio dolore alla testa, ho imparato, sulla guida del fisioterapista, a convivere con gli effetti della cefalea su di me e non ha farmi demolire da loro ad ogni attacco. Una volta avuto un quadro completo, una mappatura dei miei “on”, il dott Rossi ha fatto in modo che si “spegnessero”.

Dopo le prime sedute ho cominciato a riaprire gli occhi, prima sempre socchiusi e con le tempie contratte; sono riuscita a togliere gli occhiali da sole in casa e a non doverli per forza tenere ogni volta che esco fuori, ma solo nelle giornate più intense. Poi sono tornata a dormire per una intera notte e a svegliarmi riposata il mattino seguente e più di tutto, sono riuscita a riprendere in mano la routine quotidiana.

L’efficacia è per me impossibile da negare: finalmente ho più giorni senza mal di testa che con!

Oggi sono passati alcuni mesi da quando ho terminato il primo ciclo di terapie, ho avuto giorni buoni e giorni meno buoni, ma in una scala da 1 a 10 il mio dolore ha superato il 7 meno di 10 volte in più di 2 mesi. Sono passata dal vivere 20 giorni su 30 sotto attacchi forti/violenti ad avere si e no 2 giorni su 30 di attacchi modesti/forti.

Il dott Lorenzo Rossi non mi ha solo trattato in modo da “spegnere” i miei punti critici, ma mi ha insegnato come affrontare un attacco nel modo più giusto per me, mi ha spiegato come funziona e come posso far in modo di prevenire ed eventualmente di “curare” un attacco.

Il percorso terapeutico che ho fatto col dott Rossi si è rivelato, a conti fatti, una cura molto più valida dei farmaci.

Non ho trovato solo un professionista che mi prescrivesse “la cura”, ma ho trovato una persona che mi ha ascoltato, che mi ha spiegato, che mi ha insegnato e che mi ha curato.

Il solo fatto di potermi sfogare, di capire cosa mi succede in quei momenti, il sapere che è possibile intervenire con il suo aiuto a spegnere gli stimolatori quando si riaccendono e che posso comunque monitorarli attraverso degli esercizi specifici per me ha trasformato la speranza che passasse presto ogni attacco, nella speranza che negli anni possano svanire del tutto.

Beatrice Serafini

 

 

 

Chiamaci subito!

Se soffri degli stessi sintomi e problematiche contattaci subito al 3474964555 o nel form in basso e ci occuperemo di te con una terapia personalizzata ed efficace!

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I Successi della Clinica della Cervicale e del Mal di Testa

I Successi della Clinica della Cervicale e del Mal di Testa

Soffri di dolore al collo o ti senti limitato nei movimenti?

Soffri di mal di testa?

Soffri di dolore, scrosci nella regione mandibolare o difficoltà nell’aprire e chiudere la bocca?

Ti sarà capitato di avere avuto sensazioni vertiginose e/o sbandamenti…

 

Se la risposta è SI!…continua a leggere fino in fondo e scoprirai l’esperienza di alcuni pazienti che, come te, soffrendone, si sono rivolti ed affidati ai trattamenti della “Clinica della Cervicale e del Mal di Testa” presso la nostra struttura.

  • Il caso di Micaela, 25 anni: cefalea cervicale miofasciale, complicata, spesso, da un abuso di farmaci. Alla prima valutazione apparivano chiaramente limitati alcuni movimenti del tratto cervicale; contratti e doloranti vari gruppi muscolari del collo e del tratto cervico-dorsale… Trattamento Caso Clinico di Micaela.
  • Il caso di Luciano, 38 anni: lunga storia di mal di testa dall’età di 15 aa spesso invalidante, alleviata da farmaci specifici prescritti da centri specializzati. Anche nel suo caso, abbiamo valutato e trattato in maniera efficace il “contributo” importante che il suo tratto cervico-dorsale e mandibolare davano alla sua cefalea primaria…La Storia di Luciano
  • Il caso di Michela, 50 anni: storia di emicrania da bambina, progressivamente invalidante, curata con terapie farmacologiche, ricorrendo, spesso, in pronto soccorso! Numerosi attacchi mensili di mal di testa, vertigini, rigidità nei muscoli del collo e del dorso, con formicolio associato agli arti superiori; malessere generale; sonno disturbato… Il Racconto di Michela

 

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Cervicalgia e Diaframma

Cervicalgia e Diaframma

 

La cervicalgia causata dal “blocco diaframmatico” non è un evento raro, tutt’altro!
Una non corretta meccanica respiratoria è una delle cause più frequenti di disturbo cervicale, almeno in soggetti che non hanno subito traumi o incidenti, un sovraccarico fisico o posturale o che non hanno problemi di malocclusione.
Far lavorare correttamente il diaframma permette di non dover utilizzare muscoli respiratori accessori (situati anche a livello cervicale) e di migliorare la mobilità della gabbia toracica.
Si riduce quindi l’utilizzo soprattutto di trapezi, scaleni e sternocleidomastoidei, ottenendo un duplice risultato: da un lato il minor utilizzo favorisce una muscolatura più rilassata e dall’altro si riacquisisce la curva cervicale fisiologica, che in situazione di contrazioni importanti può tendere alla rettilinizzazione.
Per dipiù, poiché l’innervazione diaframmatica è di origine cervicale (nervi frenici C3-C5) si creano dei meccanismi di feedback in entrata e in uscita sul midollo spinale che portano a un aumento progressivo del tono diaframmatico e un aumento della rigidità del tratto cervicale.
Ovviamente il diaframma è inserito in un contesto globale del corpo, per cui è indicato il trattamento diretto con terapia manuale e anche con esercizi respiratori, ma è necessario valutare le eventuali interferenze viscerali e strutturali che possono ridurre la sua funzionalità. Vi sono strette connessioni ad esempio con stomaco, esofago, fegato, angoli colici, in aggiunta a tutte le connessioni muscolari, come ad esempio ileopsoas e quadrato dei lombi.
Molte discipline antiche come lo Yoga, il Pilates ed il Tai Chi si concentrano molto sul lavoro del muscolo diaframma. Un suo riequilibrio, tramite esercizi posturali specifici, permette una risposta diretta ai visceri, un rilassamento del pavimento pelvico, stimoli neurovegetativi e tanti altri vantaggi.

Dott.ssa Francesca Vespasiano

PAGINA FACEBOOK  : Francesca Vespasiano – La Terapia del Movimento

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Il Colpo di Frusta: causa e cura fisioterapica

Il Colpo di Frusta: causa e cura fisioterapica

 

La distorsione del rachide cervicale, anche detta “colpo di frusta”, è una patologia molto comune che riguarda chi subisce un impatto o un colpo tale da far sobbalzare rapidamente la testa indietro e poi in avanti. Questo movimento può, di fatto, danneggiare le ossa della colonna vertebrale, i dischi, i muscoli, i legamenti, i nervi e altri tessuti del collo.  

La forza improvvisa del colpo di frusta causa un’estrema flesso-estensione del collo, allungando e, nei casi più gravi, lacerando i muscoli e i tendini dello stesso. La testa, infatti, muovendosi prima all’indietro in maniera repentina per poi piegarsi ulteriormente in avanti in modo brusco, oltrepassa il limite fisiologico di escursione articolare, determinando quindi quella che può essere definita una vera e propria distorsione della colonna cervicale.  

Il colpo di frusta è classificabile come sindrome cervicale post-traumatica ed è considerato una condizione relativamente lieve, ma può causare dolore e disagio a lungo termine.

Cause

La maggior parte delle lesioni da colpo di frusta deriva da una collisione che determina un’improvvisa accelerazione o decelerazione:  

  • Incidenti d’auto
  • Sport di contatto (calcio, karate, boxe)
  • Cadute in cui la testa scatta violentemente in avanti
  • Incidenti in bicicletta
  • Colpi alla testa con oggetti pesanti
  • Passeggiate a cavallo
  • Abusi fisici (come essere scossi o presi a pugni)

Sintomatologia

I sintomi del colpo di frusta sono:  

  • Dolore al collo
  • Vertigini
  • Acufeni
  • Parestesie
  • Visione offuscata
  • Stanchezza prolungata
  • Mal di testa alla base del cranio che s’irradia verso la fronte
  • Ridotta mobilità e senso di oppressione al collo
  • Muscoli duri e annodati
  • Dolore alla mano e al polso
  • Dolore quando si dondola la testa da un lato all’altro
  • Dolore o rigidità quando si muove la testa per guardare le spalle
  • Problemi di concentrazione e memoria
  • Dolori associati alla masticazione
  • Irritabilità
  • Disturbi del sonno
  • Ronzii nelle orecchie

 

Diagnosi

La diagnosi del colpo di frusta prevede un iniziale colloquio con il medico in pronto soccorso, il quale porrà domande al paziente che lo aiutino a capire quanto gravi siano i sintomi e con quale frequenza occorrono.

Durante l’esame il medico toccherà e a muoverà la testa, il collo e le braccia del paziente. Al paziente sarà chiesto di eseguire semplici esercizi in modo da procedere alla diagnosi.

Una lesione da colpo di frusta non è evidente nei test di imaging, ma il medico probabilmente ne prescriverà uno o più di uno per poter escludere altre condizioni patologiche.

 

Trattamento

Se i sintomi del colpo di frusta sono da lievi a moderati, alcune opzioni di auto-cura includono in genere:  

  • Riposo. Sebbene sia auspicabile rimanere attivi, ha anche senso stare a riposo i primi giorni. Se un certo movimento o attività esacerba il dolore al collo, meglio evitare o limitare quel movimento
  • Impacchi di ghiaccio e/o calore in base al momento terapeutico (chiedi al fisioterapista l’indicazione più corretta per il tuo caso)
  • Farmaci antinfiammatori e miorilassanti (sotto prescrizione medica)
  • Uso di collare rigido (sotto prescrizione medica ma mai per più di 2/3 giorni).

Se il dolore da colpo di frusta e i sintomi correlati sono gravi e non sembrano scomparire, è necessario cercare assistenza fisioterapica e riabilitativa. La fase riabilitativa, dopo un infortunio di questo genere, è sempre necessaria per recuperare al 100%. Un mancato lavoro di fisioterapia può portare a complicazioni e sfociare nella cronicizzazione.

La riabilitazione prevede due fasi:  

FASE INIZIALE O ACUTA: in questa fase il fisioterapista attua tecniche e manovre antinfiammatorie e di rilassamento muscolare.

Queste tecniche possono essere sia manuali:  

  • massoterapia
  • idrokinesiterapia
  • tecniche di pompage
  • terapia manuale
  • Terapia mio-fasciale
  • Osteopatia

sia strumentali

  • Laserterapia
  • Tecarterapia
  • Elettroterapia come la TENS
  • Ipertermia
  • Ultrasuonoterapia
  • Magnetoterapia

FASE DI RIEDUCAZIONE FUNZIONALE: la seconda fase migliora la rigidità muscolare e la mobilità del tratto cervicale, mediante esercizi anche di rieducazione posturale per il recupero del controllo muscolare e di una corretta funzionalità del rachide cervicale, attraverso specifici esercizi di rieducazione funzionale e poi successivamente allenamento terapeutico per stabilizzare i risultati ottenuti.

Come per la maggior parte delle patologie, un’efficace prevenzione delle condizioni cliniche pre esistenti, che possono concorrere ad un peggioramento del quadro clinico da colpo di frusta, è sempre auspicabile: non dormire in posizione prona, utilizzare un cuscino ortopedico, assumere una postura corretta, regolare la posizione del monitor del pc in modo che sia all’altezza degli occhi, sono consigli veramente utili a tutti, a cui va sicuramente aggiunto il prezioso consiglio di effettuare una regolare attività fisica.

 

 

Per saperne di più leggi l’articolo completo  :

https://www.fisioterapiaitalia.com/blog/colpo-di-frusta/ 

 

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